L’EREMITA DELLA BAIA PICCOLA – prima puntata

Foto di Alessandra Di Renzo – http://alessandradirenzo.wordpress.com/

Capitolo primo

Il tenente di vascello Balthasar giaceva con le braccia lungo il corpo. Talvolta socchiudeva gli occhi e tra le palpebre esaminava che nulla fosse cambiato sul soffitto, o almeno così sarebbe sembrato a un estraneo che in quel momento avesse fatto ingresso nella stanza. In realtà non riusciva a tenere gli occhi chiusi troppo a lungo, dannazione, durante quello stato di veglia inquieta, come avrebbe desiderato. E questa nuova debolezza non faceva altro che accrescere la sua segreta angoscia.

Melancton giaceva con le braccia lungo il corpo, anche lui. Con gli occhi ben aperti, però, fissava le macchie di umidità che si estendevano come larghe lingue giallastre sulle pareti fino allo zoccolo di terracotta sul pavimento o al segno di una sua precedente presenza, dove era venuto via, frantumato da quasi un secolo in minuscole schegge rosse. Più di una amante, donne di una religiosità devota e ortodossa, avevano riconosciuto in quelle macchie i volti dei Santi e del Salvatore. Una in particolare, mentre Melancton le era sopra, si era coperta gli occhi perché un volto severo – a metà tra il San Sebastiano raffigurato nella cappella Derosa della cattedrale di Tenpì e il suo povero marito, scomparso in mare durantela Grande Tempestadel 1894 – la fissava con aria di rimprovero seguendola in tutti i movimenti che avevano luogo sul materasso. Melancton, dunque, giaceva con le braccia lungo il corpo, allo stesso modo del tenente di vascello Balthasar, ma senza la possibilità di voltarsi e contemplare – molti uomini avrebbero potuto trarre una calda ondata di conforto da quell’immagine – il candore dell’immacolata grande uniforme estiva, appesa ordinatamente a una gruccia di fronte all’armadio, con tutto il suo fiorire di cordoncini e galloni dorati e piccole pigne chermisine, che si rifletteva nello specchio dalla cornice di ceramiche azzurre e argento, ricordo delle crociere del Levante. Melancton giaceva sconfitto, ma con la naturalezza e l’indolenza di chi per una predisposizione di natura misteriosa – una tara, una malattia della mente – ha sempre ricavato un singolare piacere nel considerarsi sconfitto. E questa peculiarità non poteva essere scissa da un profondo senso di stima di sè stesso e della sua condizione perché quello che Melancton più amava era intrattenersi con altri uomini sconfitti. Riteneva infatti che questa vasta categoria di uomini, alcuni più battuti degli altri, fossero una compagnia ideale. E pensava questo senza alcun intento consolatorio, per risollevarsi dagli scacchi subiti montando sulle spalle di altri uomini sbandati, in rotta; piuttosto per una particolare ironia che aveva avvertito sbocciare nell’alternanza delle speranze e delle delusioni.

Il tenente di vascello Balthasar, al contrario, non era solo il comandante della pirocorvetta incaricata della sorveglianza di un lungo tratto di costa dal Capo Sulfides fino a quello di Naumunt, ma il comandante anche di una brillante carriera, la sua. Al Ministero della Marina si parlava spesso di questo giovane ufficiale, il più giovane a raggiungere quel grado, ad appena 21 anni di età. E quasi la metà di quei pochi anni erano già trascorsi nei ranghi della Marina Militare dal momento che, secondogenito di una facoltosa famiglia mercantile di Manachin, al compimento del dodicesimo anno era entrato nella Regia Accademia Navale di Dessuer. Comprensibile che se ne parlasse con una punta di invidia, sentimento che aveva raggiunto il culmine quando una speciale ordinanza aveva istituito la possibilità per i tenenti di vascello particolarmente dotati o distintisi con merito di prendere il comando delle navi classificate come corvette, di norma di un capitano. Cosa fa il nostro giovane Balthasar era dunque uno degli interrogativi che echeggiavano con maggior frequenza nei corridoi dalle pareti altissime di un austero palazzo della Capitale del Regno, dove severe e massicce ancore erano a guardia dell’ingresso monumentale e le cuspidi del bugnato delle mura erano talmente aggressive e minacciose da incutere soggezione anche negli ammiragli che avevano guidato la flotta, tra le burrasche e il fioccare delle palle da68 libbre, nelle vittoriose battaglie perla Riconquista. Affermareche fosse l’unico interrogativo che percorresse il Ministero toglierebbe merito e gloria a tutti coloro che erano seriamente impegnati nel dirimere le questioni fondamentali di quegli anni sul finire del secolo – solo vela, vela e vapore, solo vapore, artiglieria a canna liscia o a canna rigata, ad avancarica o retrocarica, torri o barbette, corazzate o arieti-torpediniere. Rimane il fatto che, come si può dire, un certo settore della Marina da Guerra trascurava importanti argomenti di natura tecnica e tattica per concentrare il proprio interesse sul destino del più giovane tenente di vascello del Paese. E una donna figlia di un ammiraglio non è forse da considerarsi, in un certo senso, componente anch’essa della Marina da Guerra? Perché non si poteva ignorare che alcune apparizioni pubbliche avevano suscitato le fantasie di buona parte della discendenza femminile dello Stato Maggiore, del Genio Navale e dell’aristocrazia in genere, quella che aveva sempre manifestato di possedere più legami con la terra che con il mare.

Annunci

Informazioni su ruotenelvento

Writing about all the things moving-running-sliding-sailing-flying-better-without-a-sound
Questa voce è stata pubblicata in avventura, corazzata a barbette, feuilleton, joseph conrad, mercator projection, romanzo a puntate e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...