L’EREMITA DELLA BAIA PICCOLA – ottava puntata

Foto di Alessandra Di Renzo – http://alessandradirenzo.wordpress.com/

A mezzo miglio di distanza la pirocorvetta segnalò alla Merimay di mettere alla cappa e di attendere l’abbordaggio. Quando la lancia della Arylide accostò il capitano Bywater si mostrò sorpreso, ma accolse i suoi inaspettati ospiti con grande cordialità.

–        Sarebbe potuto salire a bordo quando la mia nave si trovava in rada, senza percorrere40 miglia, non crede? Ah, c’è anche lei, signor Melancton.

–        Mi dispiace capitano, ma non è né la cortesia né la curiosità a costringermi a chiederle di farmi salire a bordo insieme a un drappello di uomini. Armati, capitano.

–        Si tratta dunque di una missione ufficiale?

–        Esattamente, capitano.

–        È il benvenuto a bordo, nonostante le circostanze.

–        Una partenza piuttosto improvvisa, la scorsa notte.

Il volto del capitano Bywater fu oscurato da un velo di malinconica tristezza.

–        Lei sa che anche l’uomo dall’animo più saldo, o che semplicemente appare tale agli occhi della gente, prima o poi sente un peso sul cuore. Voglio essere franco. Perché sono certo che un uomo, seppur giovane come lei, comandante, potrà comprendere. Si potrebbe definire il peso della propria inadeguatezza di fronte al mondo.

Balthasar distolse lo sguardo dagli occhi grigi del capitano, amari ma senza traccia di ostilità. Comprendeva, certamente, quel peso sul cuore che un uomo impulsivo come Delusìa, per esempio, avrebbe rapidamente identificato come il peso del delitto.

–        Come esseri umani abbiamo bisogno di un minimo di riconoscimento dovuto ai nostri sforzi, non trova anche lei?

–        Già.

–        Così, a cosa debbo questo incontro?

Balthasar, immerso in un pensiero cupo, tacque.

–        Si tratta di un tragico episodio accaduto in paese – intervenne Melancton.

–        E avrei qualcosa a che fare con questo episodio, forse?

La mascella del capitano Bywater si irrigidì.

–        Mi ritenete colpevole di qualche crimine? Rispondete, per Dio! Questa accusa nei confronti del mio onore è grave, molto grave.

Il comandante della Merimay, stretto nello spencer di panno blu, con le gambe leggermente divaricate per bilanciare il rollio, volse rabbioso le spalle ai suoi inseguitori per scrutare verso ovest, dove le ultime lingue d’arancio venivano assorbite dalle tenebre.

Melancton, dal momento che Balthasar prolungava il suo silenzio e intuendo il ragionevole rischio di un imminente incrociarsi di sciabole o di pistole, tentò di temperare gli animi.

–        Soluciano, l’eremita, è stato assassinato durante la notte. Il paese intero ne è rimasto profondamente scosso e cerca giustizia. In molti hanno associato un delitto a una partenza precipitosa e imprevista. Tutti erano a conoscenza, del resto, del vostro incontro e di come il vostro commiato avesse lasciato un’ombra di insoddisfazione in lei, capitano. In città ci sono persone che sono pronte a giurare sulla sua colpevolezza. Non è il nostro caso, mi creda. Concorderà che alcune coincidenze portano comunque a indirizzare un comprensibile sospetto verso l’equipaggio di questa nave. Il tenente di vascello Balthasar, come ufficiale della Marina da Guerra è stato incaricato dalle autorità, più precisamente dal Comando Distrettuale di Tàran, di accertare i fatti e liberare la sua persona da spiacevoli equivoci.

Balthasar guardò il capitano Bywater e quindi Melancton, con un’espressione di gratitudine. L’americano si rivolse al comandante con freddezza.

–        E come intendete procedere?

–       La Merimaydovrà tornare alla Baia. Quindi l’intero equipaggio dovrà rimanere a disposizione del Magistrato. È già in viaggio, dalla Capitale. Sono sicuro che nel giro di pochi giorni il colpevole verrà assicurato alla giustizia e che lei potrà riprendere la navigazione. Lei ha notato qualcosa di strano durante la scorsa notte, capitano?

–        No. O ritiene che se avessi notato qualcosa di strano non mi sarei affrettato a comunicarlo prima della mia partenza? Per prevenire un delitto oppure per non dover dire in questo momento di aver sprecato un giorno di navigazione.

–        Capisco, capitano. Potremmo scambiare quattro chiacchiere in privato, nella sua cabina?

Dal castello di poppa, dove Bywater aveva accolto i suoi ospiti, il percorso per raggiungere la cabina del comandante era brevissimo. Malgrado ciò, cedendo alla sua vanità, Bywater condusse Balthasar alla scaletta che scendeva sottocoperta dal cassero di prua, giustificando il lungo giro con l’inagibilità di alcuni gradini. Camminando al suo fianco l’americano scrutava con la coda dell’occhio un minimo indizio di interesse per la sua originale collezione. L’ufficiale invece puntò lo sguardo diritto innanzi a sé, senza lasciarsi attrarre dalla più stravagante raccolta che un bastimento avrebbe mai potuto contenere.

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