L’EREMITA DELLA BAIA PICCOLA – nona puntata

Foto di Alessandra Di Renzo – http://alessandradirenzo.wordpress.com/

Capitolo quinto

Le due navi procedevano in fila indiana. Il capitano Bywater, in base alla richiesta espressa da Balthasar, aveva regolato il passo delle ventole, operazione che poteva effettuare, con una facilità che definì non indifferente, grazie a una semplice leva posta all’interno del locale del timone, in modo da tenere un’andatura ridotta rispetto alle potenzialità della sua goletta. A causa della partenza senza preavviso e dell’inseguimento con le macchine a tutto vapore, infatti,la Arylidesi trovava a corto di carbone.

La Merimay diede fondo all’ancora in rada e la pirocorvetta accostò per imbarcarne il capitano e il suo secondo. La fredda luce dell’alba rivelò un gruppetto di uomini in attesa sul molo. Tra questi Delusìa semiaddormentato, con le spalle nude avvolte in una pesante coperta e la testa che ciondolava pesantemente sul petto. Al capitano Bywater, che era stato messo al corrente dell’identità e del comportamento del suo maggior accusatore, questo accanimento nei suoi confronti apparve singolare e del tutto fuori luogo. Una robusta scorta di fanti di Marina distaccati a bordo della Arylide circondò l’americano per accompagnarlo fino all’edificio che ospitava il Commissariato. Delusìa, che un colpo di gomito di uno dei figli aveva destato, alle spalle del drappello ora imprecava, ora implorava che lasciassero il criminale al suo infallibile e decisivo giudizio.

Si trovavano a poche decine di metri dall’ufficio di Polizia quando il tenente di vascello Balthasar, che si trovava in testa al gruppo, scartò rapidamente di lato. Afferrò con entrambe le mani la carabina di Delusìa e lo spinse con violenza contro un muro, premendo l’arma contro la sua gola. Le labbra del giovane ufficiale si contrassero in un ghigno che sorprese il mercante più della rapidità dell’azione. Il figlio maggiore del vecchio Delusìa accennò a estrarre il coltello, ma Melancton fu più veloce, appoggiandogli la sua lama sulla gola. Mentre la scorta proseguiva verso il Commissariato i cittadini che fino a quel momento si erano tenuti solo a pochi passi di distanza indietreggiarono e si dispersero. Padre e figlio, con le spalle allo stesso muro e il respiro mozzato, con un cenno della testa mostrarono di accettare l’invito di Balthasar a tornare a casa e a non farsi vedere in pubblico fino a quando l’indagine sull’assassinio di Soluciano non si fosse conclusa.

All’improvviso sopra le teste dei Delusìa comparve il volto di una vecchia, probabilmente svegliata dal trambusto in strada. Si era affacciata silenziosamente a una finestra del primo piano e alla luce della luna la sua pelle scintillò in un modo tale, sovrannaturale, maligno eppure dolce, che un lungo brivido percorse le schiene di Balthasar e di Melancton. Ritirò il viso nell’oscurità, quindi serrò le imposte.

– Chi era quella donna? – chiese l’ufficiale che tra esigenze di servizio, la sua necessaria permanenza a bordo della Arylide anche quando si trovava nella Baia e una intrinseca timidezza non aveva ancora una completa conoscenza di tutti i cittadini di Tenpì. Rimase sorpreso quando Melancton, che pur trascorreva le sue giornate nel paese, non seppe dargli una risposta.

In attesa dell’arrivo del Magistrato dalla Capitale, che già si era sparsa la voce fosse Vernon, un uomo di grande saggezza e vasta esperienza, il Commissario dispose che il capitano Bywater potesse tornare sulla sua nave. Si trattava di una misura di compromesso tesa a soprattutto a placare gli animi di chi riteneva l’americano senza dubbio colpevole.

Da un primo interrogatorio il Commissario Trapòn aveva ricavato l’impressione che Bywater non c’entrasse nulla con il delitto e che la sua precipitosa partenza fosse effettivamente solo una coincidenza. Rivelando la sua sensazione al tenente di vascello Balthasar, si stupì quando il militare fu pronto a garantire sulla completa innocenza di quello che era, in quel momento l’unico sospetto.

–        Si tratta, come nel mio caso, di intuito?

–        No. La mia è una certezza, Commissario.

–        Ma come fa a esserne così sicuro? Lei è giovane, tenente. Esporsi in maniera così netta potrebbe compromettere una carriera destinata a essere la più brillante del Regno.

–        Le chiedo solo un favore. Ha nulla in contrario a concedermi un ulteriore colloquio con il capitano Bywater?

–        No. Del resto avrà perfettamente compreso che lo scopo della scorta che sorvegliala Merimayè più quello di impedire che degli esaltati attentino alla vita del capitano che impedire la sua fuga.

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