L’EREMITA DELLA BAIA PICCOLA – decima ed ultima puntata

Foto di Alessandra Di Renzo – http://alessandradirenzo.wordpress.com/

Capitolo sesto

–        Le dispiace se scambiamo quattro chiacchiere nella stanza azzurra.

Il capitano Bywater fu sorpreso dalla richiesta, ma acconsentì. Lo introdusse nella camera davanti alla quale aveva fermato Melancton durante la visita alla collezione e che Balthasar aveva già potuto ispezionare nel corso del colloquio che era seguito all’abbordaggio in alto mare. Le pareti e il pavimento erano dipinte in un azzurro intenso. A distanze regolari emergevano dalla superficie di teak delle riproduzioni in rilievo di animali marini, autentiche stelle marine, conchiglie e dollari di sabbia. Tra le figure in rilievo Balthasar fu colpito da un grande anemone rosso. Questo interesse non sfuggì al capitano Bywater che, sfiorando un pulsante, rese  l’anemone ancor più acceso.  Sul soffitto, di un tono di blu che tendeva al nero degli intarsi d’avorio tracciavano le costellazioni di questo emisfero. Tra la murata e la parete trasversale che verso prua confinava con il locale delle vele era appoggiato il letto a baldacchino. La base era stata realizzata con tavole di mogano come il fasciame di una imbarcazione e dagli angoli si elevavano grossi fusti di alghe oceaniche intrecciati che andavano a sorreggere il tetto. Nella stanza non c’era nulla che fosse stato ucciso o strappato con violenza al suo ambiente, aveva tenuto a precisare Bywater. Era possibile ripiegare e riporre il materasso, riempito di soffici spugne, e la base, completamente stagna, poteva venir riempita in pochi minuti di acqua di mare grazie a una pompa mossa dallo stesso sistema di ventole che assicurava la propulsione della Merimay.

–        Per quale motivo lei pensa che si tratti di una fanciulla?

–        Che si trattasse di una bambina lo appresi dai racconti dei marinai che circolavano nei villaggi della costa.

–        E non pensava che quella bambina avrebbe potuto crescere? O che, addirittura, quella bambina sarebbe potuta invecchiare? A quando risalgono le vicende che le furono raccontate?

–        Lei conosce il percorso di queste storie, comandante. L’opinione comune era che non sarebbe mai potuta invecchiare. L’origine di questa leggenda, con la dovuta cautela, potremmo forse farla risalire a 80, massimo 90 anni fa.

–        Lei conosce la storia di Sesilia, capitano?

Bywater scosse la testa.

–        Consideri che potrebbe aver avuto una figlia. Potremmo rivolgerci a Melancton per saperne di più. È qui sopra in coperta e lui conosce ogni dettaglio della vita di questo paese.

Salirono entrambi sul ponte. Melancton, appoggiato al cassero di prua guardava le prime luci che venivano accese nel villaggio.

–        Secondo i più anziani abitanti di Tenpì, Soluciano ricevette due visite di Sesilia. La prima è quella certa e nota a tutti, sulla seconda pochi sarebbero disposti a giurare. Ma molti sostengono che, come aveva disposto l’Eremita, avvenne dieci anni dopo la prima. La terza, ammesso che la seconda sia effettivamente avvenuta, non poté aver luogo per la prematura scomparsa di Sesilia.

–        E questo secondo incontro fu prima o dopo il viaggio leggendario di Soluciano ? – chiese Balthasar.

–        Fu subito dopo. Forse un mese, o anche meno. Non è facile ricostruire e far coincidere delle semplici voci.

Il commissario Trapòn, il tenente di vascello Balthasar e Melancton si dirigevano verso la casa dove la sera prima, dalla finestra del primo piano, era apparsa la vecchia donna. Un movimento nell’ombra li indusse ad accelerare il passo. Il commissario salì gli scalini che conducevano alla porta d’ingresso dell’edificio, mentre Balthasar e Melancton si divisero per cercare di raggiungere la donna. Rinunciarono a seguire il suo stesso percorso, vicolo dopo vicolo, svolta dopo svolta. Sapevano che avrebbe preso la direzione del mare.

Si arrestarono ansimando sulle pietre squadrate del molo. Melancton si chinò esausto, appoggiando le mani sulle cosce che tremavano per lo sforzo della corsa. Vide lo scialle nero che era stato gettato su una bitta d’ormeggio. Nell’acqua calma della Baia, a poche decine di metri da dove si trovavano, scorsero un dorso d’argento brillare nella luce della luna e poi scomparire tra piccoli anelli che si muovevano verso i due uomini.

–        Cosa pensa signor Melancton? Forse troverà asilo sulla nave del capitano Bywater?

–        Non lo so, ma ormai non abbiamo più possibilità di interferire in questa faccenda. In ogni caso, non appartenendo più al nostro mondo, ora è sottratta alla giustizia degli uomini.

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