TOM WOLFE – L’ACID TEST AL RINFRESKO ELETTRIKO

ACID TEST AL RINFRESKO ELETTRIKO

Making copies is AGAINST THE LA-UU. Peccato che attorno al 2000 edizioni disponibili non ce n’erano. Queste fotocopie provengono dall’esemplare che copia di legge ammuffiva alla BNC

Il mondo hip, la grande maggioranza delle teste acide, ancora recitavano l’eterna commedia degli intellettuali borghesi – Guardate le mie ali! Libertà! Volo! – ma non v’aspetterete certamente che mi butti in quel fosso, no?

Tom Wolfe conosce tutto il gioco borghese, quel gioco borghese che ha sempre caratterizzato la cultura, in genere e quella italiana in particolare. Non stupisce quindi che tutto Qui sia stato molto marginalizzato, i Merry Prankster che facevano le cose sul serio e Tom Wolfe che descrive come questi che facevano sul serio erano un po’ diversi da quelli che pivanescamente venivano accettati dal sentimentale militante che la piscina non è che non la voleva, è che non poteva permettersela (cfr. la fantasia ricorrente di Reagan di spiegare a Gorbachev che tutte quelle piscine che vedeva lì sotto, mentre erano in volo sulla periferia, erano proprietà della classe lavoratrice). Già la prima Nazione rivoluzionaria (1776, mi pare) ma impenitentemente attaccata al capitale è abbastanza complessa, ora sarebbe proprio controproducente illustrarla per sfumature e non per monolito, no? Lasciamo perdere.

Insomma, a Tom Wolfe non lo frega nessuno. Che a questo picchiotto col cravattino riesca di entrare in un paio di anni del più fracico e incasinato non-movimento degli anni Sessanta sembra proprio straordinario. Il che dimostra che quando un tipo è sveglio, sa ascoltare e controlla la parola, allora dà veramente l’impressione di essere dentro SEMPRE. C’è assoluta verità? Boh, ma il suo mettersi nei panni degli altri è lucido e credibile, e questo ad un lettore gli deve bastare e avanzare. In tutta la faccenda ci mette la sua bella mano Attilio Veraldi, mai stonato con quel testo da tradurre pieno zeppo di GENIO GESTA GERGO DROGA (è la copertina che lo dice, come un giornaletto anni ’70 urla RITUALI SEGRETI SESSO RIVELAZIONI SOTTO IPNOSI). In certi casi, tra i due, si arriva addirittura alla prosa d’arte:

en scapata rompifianchi scassatesta pisciafuoco cagasangue fottuta masse

oppure nella cronaca – cronaca? – dell’Acid Test a Muir Beach, quello nel quale strafatto Owsley SOPRAVVIVE ad un trascurabile incidente automobilistico nel parcheggio.

MOSS LANDING

A pochi chilometri da La Honda l’autore di questa recensione FA LA SUA COSA SULLA TAVOLA davanti ad una casa che FA LA SUA COSA NELLA CALIFORNIA EX-PSICHEDELICA

Trama: un oregoniano con un caseificio a Springfield sbarca il lunario provando a pagamento droghe di sintesi, scrive un libro che si conclude con un blocco rubinetti che spalanca verso la libertà e che ha molto successo, prende l’autobus che lo guida uno che era stato conteso dalla generazione precedente che però – a lui – doveva risultare piuttosto noiosa,

e ricordate sempre che

la vita è come intonacare soffitto al Messico.

Ken Kesey colleziona alcune condanne per detenzione di marijuana – perché LSD non era ancora illegale causa Narcotici che non sapeva che pesci pigliare – e deve abbandonare o America piena di grazia o California piena di grazia nelle quali pulsava e lo faceva fare a gente sia della VITA VERA (come gli Hell’s Angels e altri senzalegge e senzapare) che agli intellettualoidi artistoidi borghesi (mica tutti Ginsberg, no?) e tutto pulsando in diversi modi che sono lo stanziale (soprattutto La Honda e San Francisco) e il mobile con l’International Harvester del ’39 spruzzato da quale – puntando i flauti sulla gente – si suona la gente. Ovviamente la gente tende a resistere al farsi suonare e anche gli altri che erano nel giro psichedelico di fronte alla caciara vita vera dei Merry Prankster rimangono così così oppure completamente perplessi, come per esempio Tim Leary della Lega per la Scoperta Spirituale e tutte le pure fantasie orientali Buddha (oggi Bar) senza rock dei Grateful Dead e le Buick Electra V-eight. Quindi Kesey fugge in Messico, ma realizza che prendere pasticche è sempre lo stesso viaggio: che la fase va superata e questo non è un proposito condiviso, soprattutto da quelli che ormai si erano bruciati a/per Haighth-Ashbury: così viene boicottato da chi dirigeva l’affare degli acid test, viene dato per infame come basso delatore da carcere e sparisce in cavalleria mentre il tipo – Neal Cassady – che in finale E’ LA LETTERATURA AMERICANA del ribellismo postbellico poco dopo (4 febbraio 1968) muore a San Miguel de Allende. Tant’è.

Oggi potete trovare ELECTRIC KOOL-AID ACID TEST (traduzione di Stefano Mazzurana) presso Mondadori, EURO 12,00

Enrico Azzini per ruotenelventonetwork

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Writing about all the things moving-running-sliding-sailing-flying-better-without-a-sound
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2 risposte a TOM WOLFE – L’ACID TEST AL RINFRESKO ELETTRIKO

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