ATTILIA ARCHI – UNA PROTAGONISTA DELLA LIRICA ITALIANA: DAL RIGOLETTO AI CARMINA BURANA

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Per voce e personalità Attilia Archi è stata un’apprezzata protagonista della lirica tra il 1930 e la Seconda Guerra Mondiale. Nacque a Milano il 26 giugno 1903 ma la sua vita è stata legata soprattutto a Firenze. Questo elemento – oltre al naturale vezzo di apparire più giovane di qualche anno – ha instaurato la convinzione che fosse nata a Firenze nel 1906. In questa città e quindi a Milano con Rosina Storchio studiò musica, studi ai quali seguì, nel ’29, il primo concerto al fianco di Benvenuto Franci al Politeama del capoluogo toscano. Soprano, nel volgere di un decennio girò i più importanti teatri italiani coprendo tutto il vasto repertorio operistico dedicato al suo ruolo. Debuttò con il Rigoletto di Verdi a Lucca nel maggio del 1930, aggiungendo presto le altre opere del compositore di Busseto e degli altri Italiani. Tra le opere di artisti stranieri cantò nel Guarany di Gomes, nel Don Giovanni di Mozart e in due opéra-comique francesi, Fra Diavolo di Auber e Carmen di Bizet, del quale aveva già interpretato Leila ne I pescatori di perle. L’inizio dell’attività internazionale fu di poco successiva. Cominciò nei Paesi Bassi, dove fu molto presente sia in scena che in trasmissioni radiofoniche. Lavorò poi in Spagna, Francia, Tunisia, in Svizzera e al Miramare di Tripoli con la Compagnia del Reale di Malta. Alla fine dello stesso anno cominciò l’impegno con i Carri di Tespi, la complessa carovana che il Regime aveva progettato per diffondere la cultura e portare il teatro in tutte le piazza d’Italia.

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Il vertice della carriera lo raggiunse nel 1935-1936. A Genova interpretò Egloge in Nerone di Mascagni, una delle opere più rappresentative del Ventennio1, e tornò al Rigoletto, ma finalmente alla Scala, diretto da Giuseppe Antonicelli2. La sua figura professionale fu poi sempre più legata a quella di Gino Marinuzzi3, con quale aveva già lavorato per I Puritani allestiti al Massimo di Catania per la commemorazione del centenario belliniano. Il Maestro siciliano la diresse in diverse prime italiane di opere tedesche: prima ne La donna Silenziosa di Richard Strauss e poi in quello che fu il debutto italiano di una cantata destinata a diventare uno dei più popolari capolavori del Novecento, i Carmina Burana. La cantata scenica venne eseguita il 10 ottobre 1942 e la soprano era sul palco della Scala insieme ad Afro Poli ed Agostino Casavecchi. Dal 1943 le vicende belliche arrestarono quasi completamente l’attività lirica. Dopo la conclusione del conflitto Attilia Archi fece ancora qualche apparizione fino alla prima metà degli anni Cinquanta. Visse poi a Roma e Firenze prima di spegnersi la vigilia del Ferragosto 1991.

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Attilia Archi was born on 26 June 1903 in Milan. She spent her first years in Florence (hence the belief she was born here in 1906) where she studied music before her debut in 1929. She started her operatic career in 1930 playing Gilda in Rigoletto, a role that will be a costant presence in her life. In few years Attilia Archi travelled around all Italy, performing the soprano role in the whole classical repertoire, from Rosina in Rossini’s Barbiere to Norina in Donizetti’s Don Pasquale, from Oscar in Verdi’s Ballo in maschera to Leila in Bizet’s I pescatori di perle. At the end of 1935 she reached the climax of her career: she played Egloge in Mascagni’s Nerone; few months and in the February of 1936 the demanding public of La Scala could see her in Rigoletto directed by Giuseppe Antonicelli. Maestro Marinuzzi then directed her in the Italian premiére of two German works: Richard Strauss’ Donna Silenziosa (1936) and then Orff’s masterpiece Carmina Burana (1942). After the Second World War she came back to the scenes until the first Fifties. She passed away in Rome in 1991.

1Fiamma Nicolodi, Musica e musicisti nel Ventennio fascista, Discanto Edizioni, Fiesole 1984, p. 56.

2Giuseppe Antonicelli fu poi, dal 1948 al 1950, Direttore al Metropolitan Opera House di New York.

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