IL MONDIALE DI F. 1 1982 – IL FUOCO E LA MORTE DI RICCARDO PALETTI

Quando entro nella scatola la sera del 13 non penso più solo a Villeneuve, ma anche a Paletti. L’incidente di Riccardo Paletti non è reale. E’ stilizzato, del vetro colorato di celeste Saima e di giallo Agip montato nel piombo della vetrata di una cattedrale assediata da una nebbia acre ed inestinguibile. Tampona pieno Pironi al quale si è spento il motore, non c’è alcuno scarto, è l’incidente causato da un bambino brutale che gioca. Non c’è dispersione, non ci sono rottami, con c’è compassione ma solo compressione, non c’è immaginazione. C’è un cameraman con la maglia gialla con la maglia gialla con la maglia gialla che riprende a poco meno di un metro dalla monoposto. E poi il fuoco. Una lingua lo segue mentre indietreggia, al cameraman con la maglia gialla con la maglia gialla con la maglia gialla e non c’è modo, non c’è proprio alcun modo per dei piccoli estintori a mano di sconfiggere 200 litri di benzina.

[…]

È venuto il tempo di Monza. Monza non mi è mai piaciuta, almeno fino all’anno precedente. E’ stato a Monza che ho percepito per la prima volta cosa significhi un’assenza. C’è tutto quel fumo nero, e le fiamme, fiamme gialle e rosse, veramente a colori, lì sullo schermo del televisore dell’albergo. È una diretta a colori, fuoco a colori, vedo a colori il mio primo fuoco a colori. Ti accorgi che una parola complicata, embolia, può spartire anche la tua vita, tra quella dove c’era Peterson e quella dove non c’è più. Ma alla vigilia del Gran Premio d’Italia 1981 ho conosciuto Antonella, e questo basta a cancellare tutte le cose negative legate a Monza. Anzi, cancella qualsiasi cosa, perché non ho avuto alcun desiderio di vedere la Formula Uno il giorno dopo quell’incontro. La televisione era accesa e io ero distratto, quando ho intravisto il podio con Prost, Jones e Reutemann sono uscito e sono tornato dove l’avevo incontrata, c’erano gli altri, ma continuavo ad essere assente, e la parte più assente di me era lo stomaco.

Questo è un breve estratto de Il Mondiale di Formula Uno del 1982, il nuovo romanzo di Enrico Azzini. L’anno del successo di Rosberg, della morte di Villeneuve e Riccardo Paletti (e infine di Colin Chapman), di Renato Croce che comincia ad affermarsi come uno dei più brillanti e misteriosi piloti italiani, della guerra delle Falkland, ma soprattutto l’anno dell’inizio di un’amore. Dopo 35 anni quell’amore continua a segnare con la sua impronta la vita di due persone, 35 anni che hanno affilato caratteri ed esigenze in mezzo ad una Storia che si è radicalmente trasformata.

Annunci

Informazioni su ruotenelvento

Writing about all the things moving-running-sliding-sailing-flying-better-without-a-sound
Questa voce è stata pubblicata in autodromo di monza, Colin Chapman, concessionario ferrara, renato croce, riccardo paletti e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...