JOHN STEINBECK – FURORE – Come sostituire le bronzine di biella – How to replace rod bearings on a ’26 Dodge

Se l’Americano è pragmatico, lo sarà anche la narrativa? La mattina ti svegli e avverti il bisogno irrefrenabile di dare la caccia ad un capodoglio? Leggi Melville. Ti s’inchioda l’auto e devi sostituire una bronzina di biella? Leggi Furore. Non puoi sbagliare, un manuale. Senza complicate ideologie (tirate in ballo in modo strumentale e fazioso, e bolscevico di qua, e bolscevico di là), di fronte al capitolo XV tutta la forza dell’inno sovietico o dell’Internazionale socialista scade a marcetta dell’AGESCI, proprio ti comincia a montare qualcosa dentro contro i ricchi stronzi. Route 66 Strada dei Profughi, chissà se fra trent’anni i turisti percorreranno con spensieratezza la rotta tra Sabratha a Lampedusa come oggi si prende un Lilo’s Flowering Onion a Seligman. Furore sollecita anche a considerare quali siano le forme dirette o indirette nelle quali si esercita la Violenza dello Stato o degli elementi che consideriamo Stato, uno per tutti lo sceriffo-poliziotto. E’ difficile stabilire quante possano essere state le vittime in qualche modo legate alla Grande Depressione. Se questa non risparmiò nessuno, le conseguenze più drammatiche per gli Stati Uniti furono fortemente regionalizzate. In realtà l’aspettativa di vita crebbe anche anche in quegli anni, come diminuì il tasso di mortalità (nonostante l’incremento del numero dei suicidi, che però rimane sempre marginale sul totale), rispettando il paradosso che vedrebbe l’inversione di tali parametri caratteristica dei periodi espansivi (1). L’epica degli Stati Uniti è sempre stata abile nel sopravvalutare gli avversari per celebrare impareggiabili virtù e il suo destino vittorioso. Sembrava che nulla poteva resistere ai Giapponesi, ma la superiorità del sol Levante non durò che sei mesi. Già da Midway (giugno ’42) le operazioni nel Pacifico aveva preso tutta un’altra piega.  Al netto dei riarmi e delle entrate in guerra, le democrazie se vogliono riescono ad essere coercitive e brutali quanto i regimi esplicitamente autoritari. Dipende sempre da chi ci rimette. Poveri, affamati, sudditi delle colonie, nasi fatti così invece che colà, vagabondi, scomodi, diversi, eccetera eccetera. Sarà comunque proprio il conflitto mondiale che porrà nominalmente fine alla Grande Depressione, mentre per un’altra catastrofe sociale come la segregazione razziale bisognerà attendere ancora una trentina d’anni.

La macchina devasta e la macchina offre la redenzione. Cacciati via dalle trattrici dei latifondisti, i vecchi mezzadri devono imparare a guidare per trovare nuova terra.

La famiglia s’era adunata nel luogo più importante, attorno all’autocarro. La casa, i campi, erano cose morte, cose del passato: l’unica cosa viva, attiva, era la macchina, emblema del presente e del prossimo futuro. La veneranda Hudson, col suo radiatore ammaccato, imbrattata di grasso e di polvere, mezza carro e mezza berlina, era questa ormai il nuovo focolare, il fulcro vivente della famiglia. (p. 97)

Steinbeck alterna la lotta per sopravvivere della famiglia Joad a capitoli con sguardi d’insieme e voci rubate in giro, come appunto il già citato capitolo XV. Memorabile anche il VII su una certa spregiudicatezza del concessionario d’auto che approfitterebbe dello stato di necessità degli straccioni profughi smaniosi partenti versando per esempio segatura sugli ingranaggi della trasmissione per smorzare eventuali rumorini a presagio della catastrofe. Furore è talmente ricco da far parlare lo storico, l’agronomo, la femminista (è mamma che tira avanti la baracca), il meccanico d’epoca, lo scettico religioso, lo studioso dei cambiamenti climatici dovuti all’ipersfruttamento dei terreni e quello dell’origine dei confini tracciati col righello (dust bowl e panhandle), l’assistente di Rita Bernardini, il nostalgico della scuola de le Frattocchie.

Per quanto giudicata eccessivamente libera e carica di omissioni, la versione in circolazione fu tradotta dal misterioso Carlo Coardi (2) nel 1940 e contribuisce alla liricità e alla tensione del romanzo. Perché cercarne uno diverso quando puoi leggere Sotto le sferzate della pioggia tutta la terra bisbigliava, e accogliendo i precipiti torrenti i fiumi tuonavano?

(1) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2765209/ 

(2) https://rivistatradurre.it/2012/05/il-fantasma-italiano-di-tom-joad-2/

Informazioni su ruotenelvento

Writing about all the things moving-running-sliding-sailing-flying-better-without-a-sound
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